L’analisi del DNA antico a partire da reperti archeologici e/o museali ha trasformato lo studio del passato. L’archeogenomica, con l’integrazione di procedure di laboratorio ultra-sterili, sequenziamento genomico di nuova generazione e analisi bioinformatiche, permette di ricostruire le relazioni filogenetiche, le variazioni demografiche e i flussi migratori di popolazioni vissute centinaia o migliaia di anni fa, coniugando efficacemente la ricerca molecolare di base con la valorizzazione del patrimonio culturale.
Responsabili: Prof. A. Achilli, Prof.ssa A. Olivieri, Prof.ssa O. Semino.